Eri bella, A.

Domenica ti ho vista camminare a testa alta.

Schiena dritta.

Passo deciso.

La bellezza l’ho vista nei tuoi occhi, nel tuo modo di parlarmi; nella forza con cui affronti la vita di petto, in cerca di te stessa. La tua bellezza l’ ho sentita nel corpo e nella testa, era un’attrazione a rimanere insieme ancora per un po’, per avere il tempo di guardarti ancora e memorizzare; imparare come si fa a vivere ogni cambiamento come un’opportunità e migliorarsi, mettersi in gioco, migliorarsi e mettersi in gioco ancora. Diventando sempre più forte.

Ti ho rivista dopo tanti anni e io sono diversa dall’ ultima volta, forse non so chi sono. Il bello che ho visto in te è la forza di stare sola nel mondo, slegata, senza radici, senza bisogno di appoggiarti a nessuno e nessuna, fiera della tua autonomia perché sai a chi appartieni, sai qual è la tua grande famiglia: sei un alpino. Sei e fai, le tue ambizioni nascono nella tua identità, che nutri giorno dopo giorno.

Stare con te per un po’ mi ha lanciato addosso tutto questo, la tua vita bella, libera e orgogliosa, responsabile, viva. In un periodo così confuso e pieno di paura hai riportato tutto ciò che è fuori da me ad una dimensione personale: il mondo non mi schiaccia, mi regala adrenalina; tante me stessa che rischiavo di non conoscere mai.

Voglio essere forte, come lo sei tu.

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