Ovuli ed eterologa: 6 tappe per diventare donatrici in Italia

Donare gli ovuli - 6 tappela donazione

In Italia si può donare gli ovuli dal 2014; i criteri di inclusione delle donatrici sono rigidi ma non selettivi -basta essere in buona salute e rientrare nelle fasce d’età- i principi della donazione sono chiari e condivisibili, ma le donatrici scarseggiano. Donare gli ovuli permette alle coppie infertili di ricorrere alla fecondazione eterologa, per motivi di salute -assenza di ovuli o precedenti tentativi di fecondazione omologa falliti- o per malattie genetiche trasmissibili ai figli. Chi dona lo fa per amore, altruismo, empatia. Io ho concluso da poco la mia esperienza di donatrice, ora ho un quadro completo del percorso fatto.

le tappe

1 VISITE ED ESAMI

Tappa preliminare, per accertare la buona salute della donatrice e l’assenza di malattie infettive o ereditarie. Prima gli esami del sangue e i test psicologici, poi le visite; da ultimi, consulenza ed esami genetici.

2 ATTESA

I referti degli esami genetici si fanno attendere così come la telefonata dal Centro, che mi spieghi come muovermi una volta sbrigate le scartoffie, messe in regola le carte e arrivata al Via!, emozionata e carica.

3 ECOGRAFIA IN 21° GIORNATA DEL CICLO MESTRUALE

Finalmente mi avvicino ai giorni centrali del mio percorso: l’ ecografia di controllo che guarda la normalità di ovaie, utero ed endometrio (il rivestimento interno dell’utero che si modifica seguendo le fasi del ciclo) apre le porte alla prima fase della terapia ormonale: sincronizzare il ciclo mestruale.

Donare ovuli - sincronizzare il ciclo mestruale

Inizio con un progestinico, simile a quello contenuto nelle pillole anticoncezionali: 1 compressa al giorno per dodici giorni. Dopo pochi giorni dalla sospensione, arriva il ciclo e con lui i giorni caldi della donazione.

4 STIMOLAZIONE OVARICA

2° giorno del ciclo, seconda fase della terapia ormonale: stimolare le ovaie.

Donare ovuli- stimolare le ovaie

Principio cardine della donazione è raggiungere il miglior risultato = tanti ovuli, con il minimo disagio = un solo ciclo di trattamento. Stimolare precocemente le ovaie serve proprio a questo: concentrare alti livelli ormonali in pochi giorni per provocare una potente risposta ovarica, che faccia crescere molti follicoli. Dieci, quindici follicoli, grandi e maturi = dieci, quindici ovuli da donare. L’ormone responsabile della maturazione dei follicoli è l’ FSH, ormone follicolo stimolante. La fase di stimolazione ovarica consiste nell’ introdurre dall’esterno quantità variabili di FSH, che si aggiungono a quelle prodotte naturalmente dall’organismo.

Il mio piano terapeutico prevedeva una dose iniziale di 200 Unità Internazionali per i primi tre giorni, 150 per il quarto: ho fatto le iniezioni con una pennina apposita, simile a quella per insulina, pensata per regolare la dose e iniettarla con un’unica puntura. L’ago è piccolissimo, la puntura indolore. Orario serale.

5 CONTROLLI

Da quando inizia la stimolazione ovarica è prioritario monitorare come le ovaie rispondono alla terapia, guardando due indicatori: i livelli ormonali nel sangue e la crescita dei follicoli.

Il mio primo controllo è stato al 5° giorno di stimolazione – per chi ama tenere i conti, sesto giorno del ciclo: durante l’ecografia sono stati contati e misurati i follicoli, si è fissato il controllo successivo e si è abbassata la dose di FSH (da 150 UI a 100 UI). Ultimo atto della donazione è prelevare gli ovuli dalle ovaie della donatrice, trasferirli su supporti artificiali per osservarli e conservarli, e infine impiegarli nel ciclo di fecondazione di una coppia. Stimolare più del normale le ovaie e in tempi più stretti rischia di provocare una rottura prematura dei follicoli (ovulazione); se i follicoli si rompono, gli ovuli al loro interno escono dalle ovaie e non sono più prelevabili. Quando questo rischio diventa reale, si passa alla terza fase della terapia: evitare l’ovulazione.

Donare ovuli - evitare l'ovulazione

Ho iniziato la mattina stessa del controllo, punture – bis; si tratta di ormoni che interferiscono con i meccanismi dell’ovulazione.

Nei giorni successivi ho fatto altri tre controlli, in 7°, 10° e 11° giornata di stimolazione ovarica; il giorno dell’ultimo controllo si è fissata la data del pick-up (o prelievo ovocitario, ovociti = ovuli) e si è modificata le terapia:

  • stop stimolazione ovarica: ultima dose presa la sera precedente
  • ultima puntura per evitare l’ovulazione: in mattinata
  • fase IV della terapia ormonale: evitare ovulazione e iperstimolazione.

Donare ovuli- evitare ovulazione e iperstimolazione ovarica

In questo caso la dose è stata unica, giorno e orario stabiliti e mandatori: sabato 4 novembre, alle 23.50.

6 PRELIEVO OVOCITARIO = PICK UP

Giorni, punture e conti, per arrivare qui. Il prelievo viene fatto tramite una sonda ecografica particolare, che ha in cima un ago lungo e sottilissimo con cui si punge la parete vaginale per arrivare alle ovaie, ai follicoli e al loro contenuto (liquidi e, in genere, un ovulo a follicolo). La sedazione può essere superficiale o profonda, l’intervento dura circa 10 minuti. Gli ovuli prelevati sono raccolti ed esaminati dai biologi, i miei erano 14.

e poi?

Poi si saprà se la donazione ha portato a gravidanze e nascite: il Centro è obbligato a tenere aggiornate le donatrici. E’ solo questione di tempo.

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